Il ballo del mattone, prima puntata.

Lido di Pomposa 2009

Sono passati alcuni mesi dalla fine dell’estate , ma non solo le mareggiate autunnali hanno sconvolto una volta di più il paesaggio di questo lido. Come per incanto, nuove colate di cemento e nuovi boschi di mattoni hanno cancellato per sempre una gran parte dei prati e degli spazi verdi che affiancavano prima la spiaggia.

In Emilia Romagna, secondo calcoli prodotti dagli uffici regionali, dal 1980 ad oggi c’è stato un incremento delle costruzioni del cento per cento. Il patrimonio edilizio è praticamente raddoppiato, scippando continuamente spazio al fragile ecosistema di boschi e dune fossili.

Nella zona romagnola del Delta la pressione dell’edilizia sta diventando insopportabile : “Questa imponente mole di costruzioni  rende impermeabile una superficie enorme di terreno, che impedisce il normale assorbimento dell’acqua”, denuncia Lucilla Previati, direttrice del Parco romagnolo, “ quando piove molto, infatti, l’acqua si accumula in una rete di scolante insufficiente, la stessa di trent’anni fa, e il trabocco è inevitabile, basta un acquazzone e gran parte dei lidi finisce allagata”.

Continue sono, fra Comacchio e Goro, le richieste di aumentare gli allevamenti di vongole, una grande fonte di ricchezza, ma anche di pericolo per la morfologia dei fondali, oltre che per la nidificazione di molte specie di uccelli. Recentemente, ad esempio, un privato ha acquistato una delle aree più pregiate, la magnifica valle Bertuzzi, e ha pensato di circondarla di una barriera di alberi che la rendono quasi invisibile.

Questa continua aggressione edilizia che ha la forma di villette allineate a pettine, tutte uguali, con la scala, il ballatoio e la porta finestra. Sono le palazzine di vacanza del Lido degli Estensi, del Lido delle Nazioni, Lido di Pomposa e di Porto Garibaldi, chiuse undici mesi l’anno durante i quali compongono uno spettrale insediamento (è il piano regolatore di Comacchio che autorizza questa espansione).

Per quanto riguarda ad esempio il Lido di Pomposa, tutto ebbe inizio con le prime “magnificenze architettoniche” a ridosso del litorale, grandi palazzoni bianchi e blù che sono oggi sfortunatamente il segno di riconoscimento dal mare di questo lido.

Da trent’anni a ricoprire la scena immobiliare è il mecenate ferrarese Gianfranco Tomasi, il Bill Gates del mattone, il Rockfeller dei sette lidi, tra i primi e i più “longevi” imprenditori del territorio. Grazie a precisi accordi con l’amministrazione locale (vendita di estesi lotti di terra di grande interesse naturalistico; rifacimento dell’ intero piano regolatore edilizio ad uso e consumo delle “nuove esigenze del territorio”), il gruppo del facoltoso investitore è riuscito a ricoprire l’intera zona delle sue prodezze architettoniche, che per aspetto e struttura risultano completamente incompatibili con un ambiente naturale così prezioso.

È il caso a questo punto di fare un tentativo per individuare le responsabilità che hanno portato la situazione a questo punto di limite. Certamente, ad essere chiamata in causa, è l’intera amministrazione locale, politici e assessori di Comacchio e dei suoi Lidi. La palese commistione di interessi e di accordi economici tra le due parti in causa, attraverso la continua erogazione di concessioni edilizie, è riuscita a garantire la prosecuzione di questo legame per anni e anni. L’afflusso di ricchezza nelle casse dei comuni interessati, attraverso il pagamento delle tasse sui terreni occupati dalle costruzioni, ha permesso la presenza di decine e decine di case sfitte, che non trovano l’occupazione stagionale promessa.

Come possiamo scambiare un paesaggio così speciale, con le valli e tutta la sua unicità, in cambio di una nuova era di turismo fagocitante consumo d’estate e una groviglio di vuote e aride case d’inverno, tutte uguali una all’altra, che affollano deserte quegli spazi che prima erano liberi e aperti a tutti. È da troppo tempo che questa situazione va avanti, ed è giunto il momento di fermarsi a riflettere. La lotta per la salvaguardia del nostro territorio è cosa che deve riguardare tutti noi, a qualsiasi livello e grado. Politicamente deve essere priorità, e socialmente un valore.

Junius

pubblicato su “Orfeo” magazine studentesco università di Ferrara

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