La mafia ordina, lo Stato esegue

Da Roma il via libera a progettazione ponte sullo Stretto
Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), a quanto si apprende, ha dato via libera alla fase di progettazione del ponte sullo Stretto di Messina. Le stesse fonti riferiscono che servirà una nuova riunione del comitato, entro fine anno, per “risolvere alcuni piccoli problemi tecnici”.Da “Ansa.it”

La mafia fa l’appello, lo Stato risponde presente. Il ponte sullo stretto di Messina si può iniziare a fare. E’ stato deciso da tempo di costruire ma ora è arrivato il momento. Non interessa nè allo Stato nè alla mafia se questa grande opera sarà costruita calpestando la memoria delle ultime vittime dell’alluvione che ha colpito quelle zone appena un mese fa. Gli interesssi legati all’affare del Ponte sono imprescindibili. Ci sono chiari segnali della presenza mafiosa in questa grande opera decisa dal governo Berlusconi, ma già pensata e progettata anni fa da Bettino Craxi quando era capo del governo.

L’infiltrazione delle organizzazioni mafiose nella gestione delle risorse finanziarie finalizzate alla realizzazione del Ponte non è un processo recente, e soprattutto non è stato né lineare né indolore. Al contrario, esso è passato attraverso una fase di grave conflitto tra le maggiori cosche calabresi, culminata in una vera e propria guerra che, nella seconda metà degli anni ’80, ha disseminato di morti (oltre 600) le strade della provincia di Reggio Calabria.

Secondo la DIA, Cosa Nostra avrebbe ripristinato un elevato grado di controllo sull’imprenditoria, specialmente quella del settore edile, intercettando sia gli investimenti pubblici sia quelli privati, “vuoi mediante l’estorsione pura e semplice, vuoi con la partecipazione diretta ai lavori”. “Con la conseguenza – conclude la Direzione antimafia – che una rilevante quota delle risorse investite viene sottratta alla realizzazione dell’opera, determinandone una esecuzione non rispondente ai criteri qualitativi stabiliti e la necessità di dare ricorso ad ulteriori e non previsti finanziamenti”. Uno scenario particolarmente preoccupante proprio perché affermatosi in prospettiva della “prossima realizzazione di una straordinaria serie di opere indispensabili per l’adeguamento delle strutture dell’isola agli standard nazionali ed europei”

Le mani della mafia sullo Stretto di Messina ci sono da sempre. Gli affari che Cosa Nostra e l’Ndrangheta fanno da sempre con i traghetti e con tutto il traffico di merci e persone che coinvolge quel tratto di mare, rappresenta un fatto storico con cui lo Stato deve fare i conti ed è ben disposto a farli. Il volume immenso di denaro mosso dall’affare del Ponte renderà parecchio, soprattutto nel rafforzare il sodalizio tra Stato e mafia. La promessa di questo nuovo Eldorado, è stata fatta tanto tempo fa, al tempo di Craxi appunto, ed ora la mafia batte cassa.

Junius

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