Nazi rock emotions!

maggio 22, 2008

Quali sentimenti mi ha ispirato la visione dell’ultimo documentario di Claudio Lazzaro…quali sensazioni e reazioni mi hanno suscitato queste persone… qual’era l’intenzione dell’autore e quale risposta si aspettava dalla proiezione di questo documentario?

Per quanto mi riguarda, durante l’ora e mezza di visione, sicuramente non è stata la sorpresa e ne il timore per questa “nuova forza” e per questa gente, che mi ha colpito. Non è stata neanche la curiosità verso un nuovo fenomeno che ha rapito il mio interesse. Non è sorta in me la curiosità di conoscere da dove vengano questi neo –nazi o perché si definiscano tali.

Alla fine della proiezione, si è parlato di paura che genera odio, si è parlato di ragazzi che si trovano immersi in un contesto di origine difficile e che una delle cause della loro esistenza sia la debolezza della sinistra.

In “Nazi rock” io ho non ho visto l’allarme dell’avanzata fascista; l’allarme della riscossa del nazi fascismo che cavalca la disfatta della sinistra. Ho visto come avrei potuto vedere allo zoo, un branco di bestie scatenate. Sono sempre loro, e ci sono sempre stati. Nulla è cambiato dagli anni ‘70, quei pochi erano, e quei pochi sono ora. E degli altri, quelli in giacca e cravatta, anche loro c’erano un tempo come ci sono ora. Siamo noi che siamo cambiati. Ma non siamo cambiati nei loro confronti, e non è perché noi siamo cambiati che loro esistono. Non siamo cambiati perché non andiamo più tra la gente, come fanno le brave “camicie verdi”, che loro sì riescono a parlare con la piazza. Non c’entrano nulla queste critiche che da più parti vengono mosse ai comunisti. Non è questo il discorso, lo è in parte magari, ma non ne spiega a fondo le ragioni fondanti il fenomeno destra. Rifiuto il discorso dell’elettorato demoralizzato, che dalla sinistra sarebbe passato anche a questa destra. Che solo per protesta, e per voglia di dare un segno, dal pugno chiuso sia passato al saluto romano. Non è una questione di orientamento democratico verso un voto o un altro. Qui si parla di rifiuto totale delle regole dello Stato, di rifiuto delle leggi democratiche di rispetto dell’avversario politico. I fascisti le hanno sempre ignorate. Hanno sempre calpestato tutti i valori della patria che loro tanto amano e che tanto venerano. Sono contro la polizia, contro il sistema, contro i compagni. Lo stato democratico nel quale viviamo, è una falsa democrazia da quando è nato. Uno stato borghese che così com’ è costruito è uno strumento al servizio anche di quel fascismo che ora governa. Questa commedia della destra contro il sistema ha tutte le caratteristiche della farsa. Così come è successo col primo fascismo (quello del ventennio), è proprio grazie a quello stato, che anche quelli di oggi vogliono distruggere, che Mussolini è andato al potere. E’ grazie a quelle Istituzioni, che anche nel 1922 venivano violentemente calpestate, che il fascismo è andato al potere. Nella stessa maniera oggi, il folklore fascista che sputa odio e razzismo, diventa la facciata di un potere ancor più forte. I fascisti in doppiopetto, quelli che ora siedono trionfanti sulle poltrone più importanti del nostro marcio Parlamento. Quelli che lasciano che i comunisti di ieri, si occupino di aver timore di questa ciurmaglia di delinquenti, delle “camicie verdi” e dei nazi rock. Perché facciano paura queste bande di picchiatori, perché le ronde intimoriscano fino ad emularle per la paura d’essere deboli e indifesi e quindi schiacciati. Le barricate che questa gente invoca, oppure i fucili, oppure le migliaia di padani pronti a scendere in piazza; questi sono solo l’arma mediatica dei potenti che ora governano lo Stato. I comunisti di ieri, quelli che hanno fatto la storia del movimento comunista italiano non hanno più niente da opporre. Combattono con la testa bassa senza veder più chiaro nulla. Hanno paura sempre di più, e la loro debolezza, gli altri la sentono, la fiutano da lontano e per questo si sentono forti e attaccano.

Non sono loro i nostri nemici. Non lo sono non perché, come dice qualcuno, sono ragazzi come noi, ma al contrario, non lo sono perché loro non sono niente. I fascisti non sono altro che l’immagine della nostra insicurezza. Il cuore nero delle nostre paure.

Dobbiamo recuperare una nuova speranza, un nuovo coraggio. Dobbiamo recuperare la speranza di poter un giorno trionfare. Di poter un giorno abbattere questo sistema,e cambiare anche quest’Italia. Saranno sconfitti allora questi abbagli, queste illusioni di avversari. Scompariranno sommersi da un fiume in piena

Scompariranno perché noi avremo più coraggio di prima, e più forza che mai. Il Socialismo per cui lottiamo è nel cuore di tutti e nel destino dell’umanità. Faremo quello che abbiam sempre fatto,lottare e ancora lottare. Lavorare e costruire pazientemente.I comunisti che arriveranno saranno ancor più incazzati di noi e di quelli venuti prima di noi. Sono comunista oggi, perché penso che il futuro ci appartenga. Perché penso, come si dice, che davanti a noi abbiamo ancora molta strada da percorrere ma che dietro ne abbiam percorsa tanta. Perciò scacciamo via le paure e cerchiamo di vederci più chiaro.

“Le lotte sono una dimostrazione della creatività del desiderio, sono utopie fatte di esperienze vissute, sono il funzionamento della storia come potenzialità”. -Impero – T. Negri.

Junius

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