Lidi, là dove il mattone vale più dell’oro

Terza puntata dell’inchiesta “Il ballo del mattone”, uno sguardo critico su Comacchio e i suoi Lidi.

All’ultima puntata c’eravamo lasciati con una serie di questioni in sospeso, prima tra tutte l’inchiesta avviata dalla Procura di Ferrara su quella che i media hanno soprannominato “Laguna- gate”, o Comacchiopoli. I risultati emersi dalle indagini hanno portato alla luce inquietanti, ma non certo inattesi, atti riguardanti presunti fatti di corruzione ai danni della comunità lagunare.

La realtà apparsa su tutti i quotidiani locali parla di una serie di agevolazioni, effettuate da funzionari di vario rango del pubblico impiego, allo scopo di permettere ulteriori, oramai infinite, speculazioni e dissennate operazioni di sciacallaggio edilizio. Nella bufera giudiziaria in questi mesi sono finite una decina di personalità politiche comacchiesi di diversi schieramenti. I quattro nomi dei principali protagonisti ( Cavallari, Farinelli, Gramolelli, e Carli) sono circolati in modo vorticoso sui giornali, alzando un polverone proprio alla vigilia della tornata elettorale che promuoverà un nuovo sindaco e una nuova giunta ( o confermerà l’attuale) per Comacchio.

La realtà emersa dalle indagini, parziali, fino ad ora condotte, sembra essere solo la punta dell’iceberg, rispetto a quello che potrebbe essere il più grande scandalo politico giudiziario ( e ce ne sono stati parecchi in passato da queste parti ) che sconvolgerebbe gli equilibri in questo angolo della riviera.

Nelle settimane passate sono scattati gli arresti domiciliari, poi revocati, per i due assessori ( Cavallari per l’Urbanistica, Gramolelli per la Pesca, Attività Produttive e Commercio), oltre al dirigente all’Urbanistica M. Carli e all’ex Vice Presidente della Comacchio Lidi e segretario del Prc Farinelli . Per questi l’accusa è di concorso in corruzione per le presunte false sponsorizzazioni alla squadra del Comacchio Lidi ( il primo allarme scattò in seguito all‘esposizione di un quanto mai irriverente striscione allo stadio), per aver favorito una triangolazione tra la società di Treviso Tresor S.p.a. di proprietà dell‘imprenditore Vezzoler, alcuni dirigenti della squadra di calcio, tra cui il Presidente Folegatti (socio del gruppo trevigiano), già inquisito in passato, e la ditta di costruzioni Area Coop Brodolini ( per la quale ci sarebbe un sospetto appalto di 30 mln di euro affidati alla cooperativa attraverso passaggi sospetti e facilitazioni). Queste sponsorizzazioni, 30.000 euro, di cui solo un’irrisoria parte (4.600 euro) con fattura, sarebbero servite per accelerare la pratica (attraverso la corruzione dei funzionari del comune) per la costruzione di un noto centro per il “fai-da-te” sulla Romea. La posizione di Farinelli, fino a un paio d’anni fa Presidente del Consiglio Provinciale, rimane quella meno chiara, poiché sembrerebbe coinvolto sia nella futura costruzione del porto turistico, sia nelle sponsorizzazioni fantasma ( l’accusa è di aver fatto pressioni sull’assessore all’Urbanistica, perché attraverso il funzionario M. Carli accelerasse la pratica del centro “fai -da -te“).

Il personaggio chiave dell’intera vicenda è l’ingegner Sergio Marinelli, il grande accusatore, colui che ha portato alle ordinanze di custodia cautelare per i quattro funzionari pubblici, colui che si è messo per primo al servizio delle forze dell’ordine per cercare di dissipare il nebbione che avvolge l’intera telenovela comacchiese. Già dall’inizio del nuovo anno, l’ingegner gola profonda si è reso protagonista di una deposizione fiume di settecento pagine fornita ai Carabinieri locali, nella quale emergerebbero molti nomi nuovi, politici interni ed esterni al Comune (di destra e di sinistra), molti di più rispetto a quelli emersi nei mesi scorsi.

Tre sono le parole che ricorrono ossessivamente: nuovo porto turistico. Ecco quello che sembra essere il filone d’indagine più scottante dell’intera inchiesta. Il progetto in questione, un nuovo scalo turistico tra Lido degli Estensi e Lido di Spina, fu presentato a suo tempo dall’ennesimo fedele adoratore della polvere grigia, un accanito frequentatore del “ballo del mattone”, molto noto nella comunità lagunare, l’ingegnere Da Ros e dal consigliere comunale di Forza Italia, oggi candidato sindaco, Paolo Carli. Il maxi affare, pesantemente contestato da molti, ambientalisti in testa, viene presentato come un capolavoro della modernità portuale, ma in realtà è l’ennesimo atto speculativo ai danni del fragile ecosistema locale, un’ invasione di cemento per la bramosia e l’insaziabile appetito dei soliti mecenati del mattone. Lo scandalo nello scandalo sono le così dette case “terra-mare”, ideate in origine come abitazioni per i detentori del posto barca, in un rapporto che è lievitato sempre più fino a far pensare ad un utilizzo più compiutamente residenziale delle stesse, a prescindere chiaramente dal possesso dei posti barca.

È chiaro che se fatti illeciti riguardanti questo progetto emergeranno nel corso delle indagini, impedendo di fatto la sua realizzazione, questo sarà la riprova dell’infinita libertà, e spesso impunità di cui godono imprenditori e costruttori da queste parti, pronti a farsi trovare nel momento giusto alla corte del politico di turno, sempre ben disposto a fare i loro interessi.

L’ isolato sequestro di cinque case, perché ritenute abusive dall’amministrazione di Comacchio a Lido degli Scacchi, come è avvenuto nel dicembre scorso ai danni della società Reliva, rappresenta una goccia nell’immenso oceano di appalti e maxi-affari. Risulta assai più semplice e meno rischioso per certi equilibri fondamentali prendersela con i pesci più piccoli, invece di avventurarsi in acque ben più profonde e oscure. I grandi del business del mattone a queste latitudini si possono contare sulle dita di una mano, e sono gli stessi da anni, da decenni. Sono loro i pionieri, i fondatori, coloro che hanno creato, plasmato, rimodellato ad immagine e somiglianza delle proprie vanità ed ambizioni, quello che cinquant’anni fa era una dimenticata oasi della biodiversità, e poco più di un borgo di pescatori.

Lasciando da parte la malinconia per i bei tempi andati, e rituffandoci all’interno della complicata vicenda “Laguna -gate”, si scopre che tra le questioni più strettamente urbanistiche, dopo le dichiarazioni di Marinelli, sarebbero sotto indagine i lavori per la costruzione del noto Ponte San Pietro, nel centro di Comacchio, per il lavori di restauro dell’ex ospedale San Camillo, tanto amato e tanto rimpianto, per la Galleria Fogli e per il Palazzo Bellini, cioè alcuni tra i più importanti provvedimenti dell’attuale legislatura.

In causa ci potrebbe essere un intero sistema di gestione della cosa pubblica, dal quale è difficile comprendere in quali mani stiano in realtà le leve dell’amministrazione , se sia ancora il caso di parlare di classe politica e di forze economiche, oppure sia meglio declinare il tutto nella forma ben più veritiera perché eclatante, di un club d’affari che tutti associa in un’unica grande alleanza per il “bene comune “ ed il “progresso“, riunita intorno all’ unico valore certo ed indiscutibile per tutti, quello del mattone, materia che da queste parti vale più dell’oro.

Junius

pubblicato su “L’Ostile Libero” magazine studentesco

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One thought on “Lidi, là dove il mattone vale più dell’oro

  1. Il mio commento e’ il seguente ho acquistato una casa da voi fotografata al confine con lido scacchi la soc. che mi ha venduto la casa da un mio accertamento presso il comune di Comacchio risulta non essere mai stata proprietaria, questo accertamento l’ho dovuto fare in quanto la casa non e’ mai stata registrata a nome mio e nemmeno di mio marito nonostante il rogito, comunque io ho notato una certa correita’ da parte dell’ag. del territorio che nonostante la mia richiesta di registrazione veniva rifiutata prendendo scuse assurde, io la casa l’ho acquistata in buona fede nessuno prima e durante il rogito mi ha avvertito che la casa era stata costruita sul suolo arenile vi lascio immaginare come devo sentirmi emotivamente sapendo che ho in mano un rogito nullo. ALTIERI GABRIELLA

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