«In banca abbiamo due conti con le operazioni registrate»

21 luglio 2010

La notizia dell’apertura delle indagini nei confronti dell’imprenditore Gianfranco Tomasi ha ovviamente innescato reazioni politiche a Comacchio. Massima serenità, tuttavia, da parte dei partiti così come da parte dell’imprenditore ascoltato dal pm Proto con l’accusa di corruzione per soldi ai partiti. Più o meno tutti i partiti che avevano candidati alla poltrona di sindaco. «Senza entrare nel merito della vicenda – commenta a caldo il sindaco Paolo Carli – non ho alcun problema ad affermare che Tomasi ha aiutato anche noi (Pdl) nelle scorse elezioni. Il finanziamento, che mi sembra si aggiri attorno ai 4/5mila euro è stato regolarmente registrato. Come lui tante altre persone hanno deciso di darci una mano, è tutto perfettamente legale». Stessa posizione anche da parte di Valter Zago (Comacchio Insieme), «abbiamo avuto un contributo a sostegno della nostra lista civica – dice Zago – non vedo niente di strano. La trasparenza, nei nostri conti, è massima». Contributi anche al Partito Democratico che tranquillamente spiega: «Non abbiamo nulla da nascondere – risponde il segretario Gabriele Bellini – Abbiamo da sempre due conti in banca, con tutte le operazioni registrate. Da quello aperto a Comacchio attingiamo nel momento in cui abbiamo manifestazioni o iniziative di carattere locale, mentre per quel che riguarda la campagna elettorale ne è stato aperto uno gestito da Ferrara a livello provinciale». «Ed è sullo stesso conto che Tomasi ha versato il contributo. Noi non abbiamo fatto altro che chiedere, motivando il tutto, i fondi di volta in volta necessari». Ed allora perché l’attenzione si sarebbe spostata proprio sul Pd? «Non ne ho idea. I magistrati stanno facendo il loro lavoro, quando e se lo riterranno opportuno ci informeranno». Va ricordato che l’imprenditore durante l’interrogatorio ha sempre sostenuto di non aver mai avuto rapporti diretti con i singoli candidati. La corruzione è la condotta del pubblico ufficiale che riceve soldi o altro non dovuti. Dunque, in ipotesi, se è indagato Tomasi, presunto corruttore, dovrebbero essere indagati anche i presunti corrotti, pubblici ufficiali. – Annarita Bova

Da “La Nuova Ferrara.it”

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