Area-Brodolini, anche Foschini è indagato

Il suo nome compare in tutti gli atti dell’inchiesta Area-Brodolini. Ora figura anche come indagato nell’appalto da 35 milioni di euro per la sua presunta mediazione politico-tecnica. Walter Cavalieri Foschini, ex vicesindaco di Comacchio, è accusato di concorso in turbativa d’asta come gli è stato contestato nell’interrogatorio dell’8 luglio scorso. Foschini si era presentato davanti agli ispettori della guardia di finanza di Ferrara assieme ai suoi legali Carmello Marcello e Antonio Vinci. E, contrariamente a quanto avevano fatto gli altri indagati, ha risposto a tutte le domande poste: «Spero di aver contribuito a fare chiarezza su questa vicenda», spiegava ieri alla Nuova. Foschini è dunque il nome nuovo che compare nella conclusione delle indagini ormai agli sgoccioli sulla «guerra dei rifiuti» di Comacchio, l’inchiesta che ha visto un braccio di ferro tra i dirigenti di Area e Brodolini, ora accusati di aver orchestrato la colossale turbativa d’asta per tre appalti da 45 milioni di euro che la società multiservizi ha concesso alla coop guidata da Giovanni Albèri, indagato assieme a Vittorio Volpi e Arrigo Bellinazzo, ex vertici di Area, Raffaele Alessandri, oggi direttore generale di Area e Adelio Peroni, consulente della Brodolini. Walter Cavalieri Foschini lo aveva già detto alla Nuova Ferrara, quale fosse stato il suo ruolo: «Ho sempre svolto ruoli di amministratore nei contatti con Area e Brodolini, davo continuità tra il vecchio e il nuovo, per conto del comune di Comacchio e per il bene pubblico». Gli inquirenti, il pm Nicola Proto e i finanzieri del nucleo tributario Ferrara, hanno voluto vederci chiaro. E lui, Foschini, ha fatto chiarezza. A suo dire: «Non mi sono avvalso della facoltà di non rispondere ed ho fornito tutti gli elementi per la comprensione di questa vicenda con la massima serenità e tranquillità lasciando ora le valutazioni agli organi inquirenti». Valutazioni in corso, perchè la Finanza ha depositato la prima informativa e ora il pm Proto dovrà attentamente pesare le conclusioni investigative. Foschini lo diceva ieri al cronista, con molta cautela: «Non posso dire ovviamente ciò che è stato riferito, ma posso sperare di aver contribuito con la mia deposizione ad aver fatto chiarezza in questa vicenda». I legali stessi aggiungono che «Foschini ha risposto spiegando di aver agito nell’interesse del Comune di Comacchio, senza aver ottenuto nessun vantaggio personale». Esclusa quindi l’accusa di corruzione tanto più che le verifiche investigative hanno categoricamente escluso un fatto che da tempo era sulla bocca di molti comacchiesi: si deceva che Foschini fosse stato assunto come collaboratore della Brodolini: le indagini hanno appurato che è assolutamente falso. Restano però altre ombre sulla politica comacchiese: le pressioni fatte da Albèri sul consiglio comunale e consiglieri per votare contro la delibera per l’ingresso di Comacchio in Area. Cosa dirà l’inchiesta? – Daniele Predieri

Da “La Nuova Ferrara.it”

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