Area è diventata come la Coopcostruttori

Giugno 2010

Scherzava e ironizzava, Marcella Zappaterra, parlando in dialetto con Vittorio Volpi, poco prima di Natale 2008: «…ma tanto se intercettano me, lo sanno che sei tu lo stesso…». Non immaginava, l’allora segretario provinciale del Pd e oggi presidente della Provincia, di finire in un’intercettazione – per colpa di Volpi, indagato – anche se per una battuta del tutto innocente, e solo per questa, visto che non è assolutamente coinvolta in alcuna indagine. E non è poco, visto che nei colloqui telefonici e nei brogliacci delle inchieste su Area, politicamente, c’è davvero di cui arrossire, per non usare altri verbi, molto più antipatici. Perché se lei stessa leggesse oggi quei colloqui trascritti nei brogliacci, quelli di Vittorio Volpi (suo interlocutore in quella battuta innocente), dei dirigenti del suo partito o delle aziende pubbliche e private coinvolte e dei sindaci di mezza provincia che conosce molto bene, non scherzerebbe così di gusto, come faceva allora. Saprebbe, leggendo gli atti, di amministrare quella che Giovanni Albèri, ex presidente della Coop Brodolini, indagato per turbativa d’asta e corruzione aggravata per appalti che si presume pilotati, ha definito un anno e mezzo fa «la provincia più corrotta d’Italia, nel settore dei rifiuti dove gli amministratori pubblici non si preoccupano nemmeno di sistemare la documentazione e dove la legge è un optional».

COMITATO D’AFFARI. Saprebbe ancora, Marcella Zappaterra, leggendo le dichiarazioni di un esponente politico che dice al telefono con Giovanni Albèri, presidente di Coop Brodolini, «di essere della direzione del Pd», che il partito (Pci, Pds, Ds e Pd) è rimasto tutto sommato quello che 20 anni fa, Fernando Rossi – poi inascoltato, irriso ed epurato – aveva definito un ‘comitato d’affari’: «Dopo la morte della Coopcostruttori – spiega l’esponente politico ad Albèri, in un colloquio del gennaio 2009 – i vecchi dirigenti non sanno più come fare per creare dei centri di potere e, in questo disegno, vogliono ingigantire Area spa». E aggiungeva che «i fini (di Area, ndr) sono altri, sicuramente non sono quelli di migliorare il servizio».

IMBARAZZO. I documenti che la Nuova Ferrara sintetizza oggi mettono se non sotto accusa, la politica in palese imbarazzo. In dovere, quantomeno di dare spiegazioni. I passi citati vedono sullo sfondo la gestione dei rifiuti in tutta la provincia. E di rifiuti, e di quello che ci sta dietro – accordi e patti – Giovanni Albèri se ne intende, avendo costruito sul paciugo o rusco, raccolti nel Comacchiese e a Ferrara, per decenni, un piccolo impero economico, la società coop Brodolini, legata alla Lega delle Coop: altro fatto importante, visti gli interventi dei suoi massimi dirigenti a favore di Brodolini nelle contese con Area e il Comune di Comacchio, come emerge dall’inchiesta sugli appalti. Alberi dovrà spiegare queste sue affermazioni, prima ai magistrati che lo hanno indagato, e che debbono chiudere l’inchiesta Area-Brodolini che vede sotto accusa lui stesso, Volpi, e i dirigenti di Area (l’ex dg Arrigo Bellinazzo e l’attuale Raffaele Alessandri). Poi, dovrà spiegare tutto alla Politica di Ferrara. Dovrà spiegare perché per gestire la sua società al migliore dei modi e senza rimetterci quattrini, è sceso a patti con gli amministratori di cui sopra, visto che gli vengono contestati i reati di turbativa d’asta (appalti per 45 milioni di euro) e corruzione aggravata (per i presunti patti, non solo economici). Del resto non hanno mai portato fortuna i rifiuti e la gestione di essi a Ferrara: finendo sotto la lente di ingrandimento di procura e inquirenti, nei decenni passati, sono sempre stati guai. Grossi. Accadde tanti anni fa, per la Coopcostruttori a Comacchio: l’inchiesta Laguna Pulita partì – lo ricorderanno in pochi – dal banalissimo guasto di un macchinario, un compattatore nella discarica di Comacchio. Poi, seguirono inchieste su inchieste. Sappiamo dove sono finite. Oggi con il crac. Ieri come oggi, i rifiuti portano guai giudiziari. Lo sa bene Giovanni Albèri. Lo dice lui stesso parlando all’amico, esponente politico che scomoda il fantasma della Coopcostruttori. Parlano insieme, dibattendo sull’opportunità che il Comune di Comacchio entri o no in Area (è uno degli aspetti su cui sono in corso indagini). Perchè entrando in Area, il Comune deve portare in eredità la Coop Brodolini: che però non ci vuole stare, perchè ci rimetterebbe.

QUATTRINI E POTERE. Se così fosse, infatti, Brodolini che aveva sempre gestito la raccolta dei rifiuti per Comacchio, avrebbe molti problemi, rischierebbe di non essere più quel piccolo impero che è stato. L’interlocutore di Albèri, la persona (non identificata dai finanzieri, ma identificabile) che dice di essere «nella direzione del Pd», spiega che «i vertici di Area cavalcano l’entrata del Comune di Comacchio perché se così non fosse le tariffe invece di aumentare del 6% aumenterebbero del 16». Aggiunge che comunque è obbligatorio che Comacchio entri perché «siamo dentro l’Ato (l’agenzia di territorio che impone di unificare i servizi dei comuni, ndr)». Albèri è dubbioso su Area, non crede a quella società, perché spiega «basta guardare i bilanci per capire che Area spa è una società in gravissima perdita». Conosce la materia, Albèri, e analizza che senza l’ampliamento della Crispa e senza rifiuti speciali «è una società in gravissima perdita». Albèri sembra conoscere anche tutti i problemi di Area: «per appianare il bilancio del 2007, Area ha dovuto vendere le quote dell’impianto Recupera di Ostellato». Ribadisce ancora che «se Area non tira dentro in discarica gli speciali, sono finiti». E sottolinea ciò che è sotto gli occhi di tutti: «tutto è finalizzato a posizionare qualcuno nei posti giusti».

CARROZZONE. Assunzioni a non finire: «La situazione (di Area, ndr) disastrosa è lampante (siamo al gennaio 2009, ndr), basta confrontare i dati che evidenziano 62 operai contro 56 impiegati». Insomma, un carrozzone che spende e spande, e che produce debiti (lo dicono gli inquirenti negli atti, il cronista sintetizza solamente): sperpero di denaro publbico, su cui si sta indagando. Lo sa anche il suo interlocutore, che non fa che mettere la «cornice» al «quadro» (e ripetiamo quelle sue parole, sintetizzate nel brogliaccio dalla Finanza): «dopo la morte della Coopcostruttori, i vecchi dirigenti non sanno più come fare per creare dei centri di potere e, in questo disegno, vogliono ingigantire Area spa. I fini sono altri, sicuramente non sono quelli di migliorare il servizio». Anche per questo, forse, oggi i conti di Area sono in rosso: un buco di 2 milioni di euro per una gestione discutibile, di cui anche la politica ha responsabilità precise. Di che tipo? Saranno le indagini in corso a stabilirlo, che dovranno dimostrare se si sia trattato di responsabilità penali, amministrative o solo politiche: in quest’ultimo caso, le spiegazioni sarebbero doverose.

Da “la Nuova ferrara.it”

 

 

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