Qualche giorno a: San Francisco

perchè conosco San Francisco?

San Francisco è stata la seconda tappa californiana della mia avventura negli Stati Uniti d’America. Nel 2011, in compagnia di mia madre, siamo finalmente riusciti a ricongiungerci con lontani parenti che da anni vivono tra lì. Prima di questa bellissima città siamo stati per qualche giorno a Fresno, piccola cittadina in una California molto lontana dalle luci della celebre “città degli angeli” (Los Angeles).

dovemangiare

La zona del porto offre le opportunità migliori per chi vuole mangiare buon pesce. Ogni giorno le barche di ritorno dall’oceano scaricano il loro prezioso tesoro direttamente sulla griglia delle numerose baracche del Fisherman’s Warf. È la comunità cinese a gestire la ristorazione sul porto, cucinando pesce dalla mattina alla sera e servendolo ai clienti direttamente dalla banchina. Consiglio di stare attenti quando si mangia passeggiando per questo posto perchè gabbiani giganti e molto affamati potrebbero letteralmente rubarvi il pasto.

dovealloggiare

Ho alloggiato al Nob Hill Hotel, all’835 di Hide Street. I prezzi dipendono dal periodo, ma in generale dormire a San Francisco non costa più di quello che paghereste in molte città italiane, Ferrara compresa.

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San Francisco non è solo il Golden Gate Bridge, non è solo La Roccia, ovvero il famoso penitenziario di Alcatraz. San Francisco è soprattutto una delle più incantevoli città che io abbia mai visitato, la giusta armonia tra America ed Europa e forse la città americana che più ricorda il vecchio continente. I colori delle sue case, lo stile caratteristico ed unico del suo sviluppo urbano con quei sali e scendi che così tante volte abbiamo visto nei telefilm. Il famoso Fisherman’s Warf, la zona del porto, un posto che veramente mi ha toccato il cuore. Quell’atmosfera quasi incantata, l’odore delle barche e le acque dell’oceano che entrano nella Baia e riempiono l’aria di una brezza che ha qualcosa di veramente magico e senza tempo. Questa città parla e respira, trasmette emozioni vere e profonde. Con il bus panoramico è possibile visitare la città di giorno come di notte.

Sicuramente bisogna farsi un giro a North Beach, la “Little Italy” di San Francisco. Il quartiere pur sviluppandosi e modernizzandosi ha mantenuto il fascino e lo stile di un tempo. Una particolarità su tutte che rende questo quartiere così caratteristico, sono le vecchie caffetterie italiane,una volta rifugio di intellettuali, scrittori ed artisti. É la città delle mille colline, delle strade che scivolano con pendenze vertiginose fin dentro la Baia. Su una di queste, all’intersezione di due strade, Haight Street e Ashbury Street, sorge quello che fu il quartiere simbolo del movimento hippie negli anni sessanta, che successe al Beatnik, movimento sorto nel quartiere di North beach alcuni anni prima della famosa Summer of Love del 1967. La cultura hippie, tuttavia, è ancora presente, testimoniata dalle numerose luci psichedeliche che di sera illuminano le strade. L’emozione attraversando il quartiere è grande, soprattutto quando si passa dal grande parco in cima alla collina. Qui qualche decennio or sono grandi miti come Jimi Hendrix, Janis Joplin o i Jefferson Airplane, ancora sconosciuti al grande pubblico, suonavano gratis per i tanti giovani che affollavano le comuni e gli slot della zona.

Un altro quartiere merita di essere citato per la sua importanza storica, ed è Castro. Il centro di Castro è rappresentato dall’intersezione tra Castro Street e la diciassettesima strada, in una piazza al centro della quale è issata una grande bandiera arcobaleno. Questa zona della città è conosciuta in tutto il mondo per essere il cuore della comunità gay (si stima che gli omosessuali rappresentino il 18% della popolazione di tutto il quartiere) di una delle città con la più alta concentrazione di omosessuali al mondo. Qui, inoltre, Harvey Milk uno dei primi e maggiori esponenti del movimento gay condusse con grande coraggio importanti battaglie per i diritti civili.

San Francisco ospita la più grande comunità cinese degli Stati Uniti, circa 30.000 abitanti. In città i cinesi gestiscono il grosso del commercio di gioielli, perle e ceramiche. Sono tutti molto simpatici, soprattutto i giovani, sempre cordiali e con un grande fiuto per gli affari. Infine “The Rock”, Alcatraz, il più temuto penitenziario di massima sicurezza della storia americana. Personalmente ho evitato la visita turistica dentro il carcere, ma vale la pena fare un giro con il battello intorno all’isola “maledetta” perchè è un’emozione molto forte. Alcatraz non lascia indifferenti, soprattutto perchè si presenta più o meno come era al tempo in cui Al Capone vi fu rinchiuso. La cosa che mi ha colpito di più sono state le scritte sui muri esterni del carcere, che intimavano a chiunque di non comunicare coi detenuti e di non lanciargli né cibo ne vestiario, pena la carcerazione. Degna di nota è l’occupazione, ad opera di un gruppo di indiani d’America, che avvenne tra il 29 novembre 1969 e l’11 giugno 1971. L’occupazione avvenne con l’intento di chiedere al Governo la costruzione nell’isola di un centro culturale e di una Università dedicata agli indiani. L’intento di attirare l’attenzione pubblica venne facilmente raggiunto ma dissidi interni ed il pugno ferreo dell’amministrazione locale portò, alla fine, ad un nulla di fatto.

cosacomprare

Se volete impazzire dietro ai souvenirs non c’è che l’imbarazzo della scelta.

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Il famoso Pier 39 offre una sorpresa inconsueta per una città: i leoni marini. Da quando un bel giorno hanno deciso di fermarsi a prendere un po’ di sole nella baia, non molto tempo fa, circa un centinaio di bellissimi esemplari di leone marino non si sono più schiodati da lì e rappresentano una delle maggiori attrazioni turistiche della città. Sono veramente simpatici e fanno un gran baccano di giorno e di notte.

Pubblicato su “occhiaperti.net”

J.

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