Qualche giorno a: New York

ny 

Perchè conosco New York.

Conosco New York perchè ci sono stato in vacanza qualche tempo fa in un viaggio negli Stati Uniti. La Grande Mela per principio, l’incantevole Philly ( Philadelphia ) e la maestosa Washington per coronare il tutto. Mi sono fermato solo qualche giorno nella magnifica New York, il tempo di scoprire che Batman è ancora tra noi, nella sua Gotam City ( vecchio nomignolo di NY ) e puntualmente ogni sera, alle 10 e mezza circa, si presenta a Time Square per farsi fotografare a suon di laute mancie. É la città dei film d’una intera infanzia, è incredibile ed esagerata, stupenda e sguaiatamente elegante, nel suo essere semplicemente newyorkese. Il mondo in una sola città.

 Dove si può mangiare

 Ovunque. Penso che questo si possa dire per tutte le città d’ America. Ovunque, dietro ogni angolo di strada immancabilmente il micro -baracchino vera icona newyorkese. Multiformi e scintillanti attrezzatissimi hot -doggari, sempre pronti a servirti e sempre aperti. Ci sono chiaramente i fast -food, che comunque ad esclusione di alcuni peggiori ( McDonald’s, Burgher King, Quello con il tipo un po’ anziano che ammicca, ecc… ) possono riservare deliziose sorprese. La questione importante è in ogni caso considerare che NY è la città più cara del mondo, insieme a Mosca. Questo elemento è fondamentale da considerare quando si finisce per sbaglio in un ristorante all’apparenza elegante ma nulla più e accorgersi di rischiare la spennata più colossale della vita. In quel caso, se non valutate la fuga fulminante, consiglio di prendere addirittura le ostriche, buonissime e fresche come tutto ( o quasi ) il pesce in città e moderatamente a buon prezzo. Annaffiate con un bel calice e un’ insalatina e approfittate del pane, magari, se volete. Cestini abbondanti e diversi di volta in volta: la pagnotta è al formaggio, a volte ha delle strane uvette che però son salate ma non sono olive, e comunque quasi sempre con la pancettina dentro. La classica acqua naturale con ghiaccio, bicchiere sempre pieno, gratis. Ve la caverete con “soli” novanta dollari e ve ne uscirete a testa alta.

 Dove si può alloggiare

 Ma direi anche una scelta di hotel, che pur trovandosi nei dintorni ad esempio dell’Empire State Buildings, come nel mio caso, sono si può dire accessibili, sempre secondo i canoni della Grande Mela. Manhattan anche considerato Harlem e Chinatown e dintorni tutto sommato sono zone tranquille da abitare. Se invece parliamo del Bronx o del Queens il discorso cambia e molto, con vero e proprio coprifuoco dopo le 23, poi chiaramente va a gusti e ognuno può far come vuole. Non riuscirei francamente a fare un quadro più dettagliato su altri posti dove dormire, rimane sicuro che dovete prevedere comunque un po’ di picci da spendere. Se per mangiare si può “tagliare” un bel po’ a suon di hot dog, per il dormire me la sento di consigliare un posto tranquillo, con un tetto sopra.

 Cosa si può vedere

 Tutto?! Prima del “tutto” provate a salire sull’ Empire di giorno ma soprattutto di notte. É sempre aperto e vi assicuro che vi piacerà. Vi farete un’idea “spaziale” della vostra posizione, e ammirerete i palazzi che abbiamo visto nei film americani, a iniziare da “King Kong” che qui fece quel gran casino quando decise di rapire quella bellissima bionda. Il mondo era contrario a quell’unione di cuori che giudicava innaturale e quindi la più grande scimmia di tutti i tempi non potè far altro che rifugiarsi sull’Empire. Non andò molto bene per lui, ma è rimasto nella storia della città e del palazzo soprattutto, dove il povero primate è ripreso in migliaia di gadget, bambolotti, maglie e tutto il resto. La discesa dal grattacielo prevede una curiosa tappa obbligatoria al negozio di souvenirs..Per tutto il resto se siete di buone gambe potete farvela anche a piedi ma in bicicletta lo sconsiglierei anche ad un ferrarese, forse soprattutto lo sconsiglierei ad un ferrarese. La metropolitane chiaramente utilissima vi porterà da Harlem a Ground Zero in meno di mezz’ora. A sud dell’isola c’è appunto Wall Street e vicino, quasi sulla costa il luogo dove un tempo c’erano le Twin Towers. Non mi sono reso conto di essere nel posto in cui ero se non quando l’ho letto da qualche parte. É tutto un cantiere, cinque possenti gru solcano il cielo con operai al lavoro e un gran movimento di genti. Non sono entrato nel museo dedicato al 9/11 e il luogo non ha risposto in pieno alle mie aspettative. Immaginavo un qualcosa forse più all’italiana con un memoriale, bandiere e qualcosa di più che ricordasse subito la tragedia del 2001. Ma qui è diverso, non che questa nazione non ricordi, ma in questo caso l’ha fatto costruendo altre due torri un po’ più in là, più alte e più belle che pria. Questa è l’America, orgoglio e presunzione, per sanare una ferita pesante e tragica. Wall Street, con un grande toro a cui la gente tocca amichevolmente le palle. Serve come portafortuna: i grossi attributi del toro vengono vigorosamente sfregati, assieme alle sue corna come portafortuna. I più bisognosi danno pure un bacio, lì, ed è un’immagine davvero spassosa ve lo assicuro. Wall Street è la storia, con la statua di George Washington quasi miniaturizzata al cospetto dei palazzi del potere finanziario. Il muro non c’è più a dividere nuovi e vecchi conquistatori, al suo posto l’ombra possente di palazzi senza cima in un dedalo di strade strette e anonime. In fuga da quel labirinto siamo saliti sulla nave per la statua della libertà ed Ellis Island. La Statua è piccola, lo è mentre ti avvicini e lo è quando sei lì sotto. É una bella statua comunque, il problema è tutto quello che hai visto prima che te la far sembrare così piccina. Immagino dovesse far diversa impressione un tempo, quando era la prima terra che vedevi, fuori dalla nave dopo mesi di patimenti e sofferenza, prima che ti sbattessero in un’ isola lì vicino ( Ellis Island )dove venivano radunati tutti gli immigrati perla quarantena. Dalla parte opposta dell’isola c’è Central Park, che per gli amanti della bicicletta ( più che della natura forse ) rappresenta un momento unico di verde comunque piuttosto contaminato. Il giro in bicicletta merita sicuramente ( consiglio al ferrarese ciclo-dipendente di sfogarsi lì se crede..).

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