Per Amor del Vero: Giancarlo Siani

di Antonio Vergoni

Era il 23 settembre 1985, le nove e mezza di sera quando il giornalista Giancarlo Siani viene ucciso da diversi colpi di arma da fuoco a pochi metri da casa sua, nel quartiere residenziale del Vomero a Napoli. Stava rientrando dopo aver chiuso un articolo nella redazione del giornale “ Il Mattino”dove lavorava come precario in attesa di un contratto stabile. Il giorno prima prima era uscito un suo articolo su un caso di microcriminalità che coinvolgeva niente di meno di una nonna e il suo nipotino. Inconsapevole del proprio ruolo criminoso il ragazzino di appena dodici anni serviva come baby -corriere dell’eroina che la nonna-spacciatrice confezionava per la piazza di Torre Annunziata. Giancarlo si occupava di questo, di quell’abisso scuro in cui da troppo tempo era precipitata la sua terra. Il crimine organizzato, la “ piovra “ che controlla ancora oggi vita e destini in questa parte d’Italia, dove: “ […] il malessere, il degrado e l’abbandono sono sempre più acuti, […] dove gli intrecci tra camorra e droga sembrano imbattibili ”[*] . Dove a ragazzini poco più che bambini vengono affidati compiti da intermediari e corrieri della droga. “ Gli spacciatori in calzoncini ”, vittime del “ giro della droga ”, ieri come oggi, utilizzati per la loro inafferrabilità e per l’impossibilità di essere perseguiti dalla legge. Giancarlo si occupava di questo, di quell’ambiente di emarginazione e di degrado nel quale il fenomeno mafioso pescava la propria “ manovalanza ”.

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Nell’ultimo articolo prima di morire, c’è forse l’essenza del suo agire, la sua grande umanità. La denuncia per il riscatto degli ultimi, la lotta per un futuro possibile, per Napoli e per la sua gente. Precursore dei movimenti antimafia non mancò mai di sostenere l’alternativa dal basso per rigenerare la società napoletana facendosi ad esempio promotore e megafono delle prime proteste delle madri nei Quartieri Spagnoli di Napoli, lì dove l’eroina uccideva il futuro dei loro figli. Con l’entusiasmo e l’esuberanza che lo caratterizzavano Giancarlo riusciva ad essere parte di questa realtà, dinamico e sempre presente là dove c’era la notizia. É proprio questo protagonismo senza macchia che lo spinge tra le braccia della morte il 23 settembre 1985. Qualche mese prima, in giugno, Giancarlo aveva scritto una serie di articoli su una faida tra clan che aveva infine portato all’arresto del boss di Torre Annunziata Valentino Gionta. I contenuti degli scritti del giovane Siani e soprattutto le sue ipotesi investigative decretano la sua fine, che si scoprirà più tardi essere stata decisa tra gli altri dal boss Totò Riina. Giancarlo Siani è un esempio di coraggio e professionalità, gli ingredienti indispensabili ad un vero giornalista. Aveva fatto una scelta, aveva deciso da quale parte della barricata combattere in questa lunga guerra contro il cancro mafioso. Uno dei tanti morti ammazzati dalla criminalità organizzata, un nome in più nell’elenco dei caduti per la verità, caduto anch’egli come tanti per Amor del Vero.

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Nota: Le informazioni biografiche su Siani provengono dal web cos come quelle riguardanti il processo sulla sua morte.

[*] : tratto dall’ultimo articolo di Giancarlo Siani “ La nonna manda il nipote a vendere l’eroina ” pubblicato su “ il Mattino ” il 22 settembre 1985. Fonte web.

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