Fuga nella magia di Tiziano Terzani

Lui è stato un viaggiatore, un esploratore, un occhio aperto sul mondo”. Lauro, giovane attore dell’Officina Teatrale Ac_tuar, qualche minuto prima dell’inizio dell’incontro

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My way… cantata da Sid Vicious. L’inconfondibile inizio, mano al cellulare registro per qualche minuto l’audio che tutto sommato viene bene. Colpi di mitra, cannonate e razzi, è la guerra. Mentre le note di My way si strozzano nella voce cupa di Sid, immagini di corpi mutilati, devastazioni e il bagliore delle bombe illuminano la sala buia. È Saigon, è la guerra. É il Vietnam di Tiziano Terzani, riscoperto e rivissuto alla Sala Estense. L’iniziativa è di Emergency, nel contesto del progetto “Chiamata alla arti”, una raccolta fondi per la costruzione di un ospedale nel nord dell’Afghanistan. In questa serata, tra musica dal vivo con i “Carichi Sospesi” e la lettura di alcuni brani tratti da “Pelle di leopardo” ad opera dei ragazzi della compagnia teatrale Ac_tuar , è stato presentato un lungometraggio in anteprima assoluta del film ancora incompiuto del regista Mario Zanot e tratto da “Un indovino mi disse”. Le difficoltà economiche incontrate per produrre questo film hanno portato gli autori a chiedere aiuto città per città, teatro dopo teatro fino a Ferrara, cinquantesima tappa della tournee. I fondi finanzieranno il film e gli incassi serviranno per la costruzione dell’ospedale intitolato nel 2004 proprio a Terzani a Lashkar-gah, ai confini col Pakistan. Una zona di conflitto molto pericolosa dove gli operatori di Emergency sono presenti dallo scoppio della guerra nel 2001. Una ragazza, la responsabile dell’Ong di Ferrara ha letto la mail di un medico impegnato sul campo, una testimonianza diretta e sconvolgente dell’attività di primo soccorso alle vittime e delle difficoltà ad operare in teatri bellici. “Odio che scatena altro odio, questa è la guerra”, da reporter nei conflitti armati, diventato ormai uomo di pace, dopo la tragedia dell’11 settembre Terzani decide di tornare a scrivere. Nelle ”Lettere contro la guerra” sfoga tutta la sua disperazione davanti allo scempio di vite umane che già prevedeva si sarebbe verificato “[…] questa è una buona occasione – ammoniva – perché l’umanità non ripeta gli stessi errori del passato”. Nell’ultima intervista prima di morire c’è tutta la sua umanità: “[…] quando mi guardo intorno e vedo quello che sta succedendo, quello che tutti noi stiamo facendo, mi vergogno davvero”. Parte “Wake up” dei Rage against the machine insieme ad un caotico susseguirsi di immagini di bombardamenti al fosforo, città e villaggi distrutti dalle bombe americane. Tutto di grande effetto, coinvolgente e vibrante come il resto dei video che sono stati trasmessi. Un magistrale sovrapporsi di musica, foto, parole ed emozioni, oltre alle scelte artistiche azzeccate hanno prodotto un intrattenimento di gran successo. Forse l’unica nota stonata è stato il gruppo musicale che ha suonato dal vivo, ma forse solo perché ha aperto con Morandi… e io odio Morandi.

Antonio Vergoni

Pubblicato su ” Occhiaperti.net ” il 20/10/2013

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