Un boss ai Lidi: «Bisogna capire cosa faceva qui»

LIDO SCACCHI.La presenza di uno dei boss della malavita organizzata ai Lidi di Comacchio fa paura, ma stupisce meno di quel che ci si possa immaginare. Intanto ieri i carabinieri hanno fermato a Bologna l’uomo che avrebbe affittato l’appartamento a Nicola Acri.

Nicola Acri è stato arrestato sabato scorso a Bologna, dopo anni di latitanza, con sulle spalle accuse di omicidio e altri gravi reati. E proprio ieri i carabinieri di Bologna hanno fermato un altro uomo che avrebbe aiutato il boss: si tratta di Roberto Ammirato, 37enne originario della zona di Rossano Calabro (Cosenza). Lido degli Scacchi, completamente disabitata d’inverno e piena di turisti d’estate, sembra essere luogo ideale per portare avanti una vita parallela, lontano da occhi ed orecchi indiscreti. Non va dimenticato che lo scorso anno il Comune di Comacchio ha acquisito una porzione di villetta ed un appartamento, sempre nella stessa zona, di proprietà di un mafioso (oggi in carcere) passata all’amministrazione cosiccome previsto dalla normativa sulla gestione e destinazione dai beni confiscati alla criminalità organizzata. «Siamo preoccupati, ma non sorpresi – dice il presidente del consiglio comunale Gilberto Bertarelli – quello che sta accadendo non che fa confermare diversi sospetti più volte sollevati nelle sedi opportune su questioni poco chiare. Quello che adesso bisogna capire – continua Bertarelli – è il ruolo che la malavita ha nelle questioni comacchiesi. Insomma, questa gente è qui solo di passaggio o per nascondersi, oppure controlla traffici ed attività sul territorio? Confido, come sempre, nell’ottimo lavoro delle forze dell’ordine». «Che la mafia sia oggi una organizzazione mondiale è fuori dubbio – continua il consigliere Fabio Cavallari (Prc) – il punto è non restare a guardare, non chiudersi nel silenzio ed evitare così in ogni modo possibile che la malavita si appropri anche della nostra provincia». «Sconvolto? E di cosa? Non è mica una sorpresa – aggiunge il capogruppo del Pd, Gabriele Bellini – è da anni che qualcuno racconta le cose come realmente stanno, ma in tanti non vogliono ascoltare. Poi ecco che facciamo finta di meravigliarci quando la verità ci viene sbattuta in faccia. Unione di persone di ogni grado che si danno aiuto nei reciproci interessi, senza rispettare né leggi, né morale: questa è mafia».

Da “La Nuova Ferrara.it”

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